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2 OTTOBRE – Ore 19

S. MESSA e Incontro con i Novizi della
Congregazione di S.G.B. Piamarta
Sono invitati tutti i giovani!


8 OTTOBRE

Festa di inizio delle attività di tutte le realtà parrocchiali


Pellegrinaggio in TERRA SANTA
“Storia e geografia della salvezza” (Paolo VI)

1 – 8 gennaio 2018   Referente: Flora Boschetto

La Fontana di Sant’Anna

La Fontana di Sant’Anna

Periodico della Commissione Anziani

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Serata Piamartina

Per la cena è necessario prenotare anticipatamente presso il bar dell’oratorio.

L’economia del Signore: amare in «perdita»

Il Vangelo è pieno di vigne e di viti, come il Cantico dei cantici. La vigna è, tra tutti, il campo più amato, in cui il contadino investe più lavoro e più passione, gioia e fatica, sudore e poesia. Vigna di Dio e suoi operai siamo noi, profezia di grappoli colmi di sole.
Un padrone esce all’alba in cerca di lavoratori, e lo farà per ben cinque volte, fino quasi al tramonto, pressato da un motivo che non è il lavoro, tantomeno la sua incapacità di calcolare le braccia necessarie. C’è dell’altro: Perché ve ne state qui tutto il giorno senza fare niente? Il padrone si interessa e si prende cura di quegli uomini, più ancora che della sua vigna. Qui seduti, senza far niente: il lavoro è la dignità dell’uomo. Un Signore che si leva contro la cultura dello scarto!
E poi, il cuore della parabola: il momento della paga. Primo gesto contromano: cominciare dagli ultimi, che hanno lavorato un’ora soltanto. Secondo gesto contro logica: pagare un’ora soltanto di lavoro quanto una giornata di dodici ore.
Mi commuove il Dio presentato da Gesù: un Dio che con quel denaro, che giunge insperato e benedetto a quattro quinti dei lavoratori, vuole dare ad ognuno quello che è necessario a mantenere la famiglia quel giorno, il pane quotidiano.
Il nostro Dio è differente, non è un padrone che fa di conto e dà a ciascuno il suo, ma un signore che dà a ciascuno il meglio, che estende a tutti il miglior dei contratti. Un Dio la cui prima legge è che l’uomo viva. Non è ingiusto verso i primi, è generoso verso gli ultimi. Dio non paga, dona.
È il Dio della bontà senza perché, che trasgredisce tutte le regole dell’economia, che sa ancora saziarci di sorprese, che ama in perdita. Anzi la nostra più bella speranza è un Dio che non sa far di conto: per lui i due spiccioli della vedova valgono più delle ricche offerte dei ricchi; per quelli come lui c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
E crea una vertigine dentro il nostro modo mercantile di concepire la vita: mette l’uomo prima del mercato, il mio bisogno prima dei miei meriti.
Quale vantaggio c’è, allora, a essere operai della prima ora? Solo un supplemento di fatica? Il vantaggio è quello di aver dato di più alla vita, di aver fatto fruttificare di più la terra, di aver reso più bella la vigna del mondo.
Ti dispiace che io sia buono? No, Signore, non mi dispiace che Tu sia buono, perché sono io l’ultimo bracciante. Non mi dispiace, perché so che verrai a cercarmi ancora, anche quando si sarà fatto molto tardi.
Io non ho bisogno di una paga, ma di grandi vigne da coltivare, grandi campi da seminare, e della promessa che una goccia di luce è nascosta anche nel cuore vivo del mio ultimo minuto.

P. Ermes Ronchi

Gruppo Sportivo Oratorio Sant’Anna Pontinia

Gruppo Sportivo Oratorio Sant’Anna Pontinia

 Convocazioni calcio a 5 – Campionato 2017/18

Siamo il gruppo sportivo dell’oratorio,  uomini, donne, ragazzi e ragazze uniti per promuovere lo sport in oratorio tra i giovani;  l’obiettivo è creare divertimento, amicizia e fratellanza attraverso lo sport.
Siamo pronti a dar vita ad un’altra stagione emozionante con i campionati di calcio a 5 che partiranno in ottobre.
Calcio a 5 ma non solo! Feste, tornei, gite, campi formativi arricchiranno la nostra offerta per te!
Partecipare alla stagione sportiva 2017/18 è gratis con solamente un piccolo contributo iniziale di € 50,00 ad atleta per sostenere le spese di iscrizione al campionato.

Gli allenamenti sono già iniziati; ci incontriamo il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì alle ore 18:30 presso il campo dell’oratorio con le seguenti categorie:
– UNDER 14 (anni 2004-2005)  
– UNDER 16 (anni 2002-2003)  
– UNDER 12 (anni 2006-2007)  

Inoltre, siamo pronti con la PALLAVOLO! Vi aspettiamo martedì 19 settembre alle ore 18:00 in oratorio per l’inizio delle attività per ragazzi e ragazze nati tra gli anni 2004 e 2009.

…e come sempre per tutti c’è il DOPOCATECHISMO!

mail: gs.oratoriosantannapontinia@gmail.com

Facebook: gs.oratoriosantannapontinia
Mob. Matteo (calcio a 5)          340 931 4966
Mob. Massimo (calcio a 5)       333 462 8281
Mob. Marco (Volley)                 335 661 5554

 

Nuovi Corsi di Musica 2017/18

Memorial Luca Violo – Festival artisti di strada

 

Lotteria di S.Anna 2017 – i biglietti estratti

Festa di Sant’Anna 2017

La madre della Vergine, il cui nome deriva dall’ebraico Hannah, cioè Grazia, ha custodito nel grembo Colei che diede alla luce il Cristo e quindi la speranza del mondo. Il nome Gioacchino deriva dall’ebraico e vuol dire “Dio rende forti”. S. Anna spesso è raffigurata con Maria bambina, mentre le insegna a leggere i Salmi e a lodare Dio. La tradizione ci racconta che Anna e Gioacchino hanno pregato e digiunato molto per ottenere da Dio il dono di una discendenza. Il culto ai Santi Gioacchino e Anna richiama i devoti che desiderano chiedere a Dio, per loro intercessione, il dono dei figli. Sono in particolare novelle spose e future mamme che si rivolgono a S. Anna per avere un parto felice. A S. Gioacchino si chiede sostegno per i papà, perché possano seguire ed aiutare i figli ed essere loro di esempio. Anna e Gioacchino sono i nonni di Gesù, sono quindi modello di tutti i nonni, custodi della fede e depositari della tradizione. Sono i nonni spesso a tramandare i valori del Vangelo e ad offrire una forte testimonianza nella famiglia. Oggi i nonni hanno un ruolo particolarmente importante nelle famiglie dove entrambi i genitori devono assentarsi per lavoro, ed ancora più, nelle famiglie divise. I nonni sono validi educatori perchè amano: solo chi ama educa. Essi vedono nei nipotini la loro immagine, quindi li accolgono con tenerezza; con tenerezza consigliano, consolano, insegnano a pregare e trasmettono la fede e i grandi valori. Così tra chi si affaccia alla vita e chi cammina sul viale del tramonto nasce un legame profondo che richiama la tenerezza di Dio Padre il quale ama tutti i suoi figli di infinito amore. Valorizzare la presenza dei nonni è un grande atto di carità e al tempo stesso una benedizione per la famiglia. 

 

Festa Sant’Anna 2017 – Programma

Al di là della paura

«Non abbiate paura!». Gli esperti hanno contato questo invito nella Bibbia per ben 366 volte. Eppure la paura è uno dei nostri principali sentimenti, come sanno pure i numerosi bambini che hanno visto il recente film di animazione “Inside out”.
Gli antropologi raccontano che la paura nacque come forma di difesa dell’uomo primitivo di fronte ai pericoli delle belve feroci e degli eventi incontrollabili. Con le difese della civiltà si trasferì su altri aspetti della vita e delle relazioni, spesso indotta da chi aveva interesse a conservare il potere sugli altri.

Ed oggi ci ritroviamo a temere di non essere abbastanza o di non avere il necessario; di essere feriti, osteggiati o condizionati dagli altri; di perdere le nostre sicurezze, i nostri amori, la nostra vita.
La parola di Dio ha due ricette infallibili per fronteggiare la paura. La prima è la fede. Dio è «al nostro fianco come un prode valoroso».

Le realtà malvagie «non potranno prevalere» (Geremia). Come provvede alla vita dei passeri, tanto più non lascerà mancare del necessario l’umanità. Oggi è chiaro che la Terra può produrre cibo per tutti. Nel Vangelo leggiamo che «non vi è nulla di segreto che non sarà conosciuto». Come possiamo quindi temere i falsi giudizi degli uomini? E come possiamo temere quello di Dio se sappiamo che è dalla nostra parte e Misericordia?
La seconda ricetta è l’amore. Lo scrive san Giovanni: «Nell’amore non c’è timore» (1 Gv 4,18). Chi ama è libero da se stesso, concentrato sulle esigenze degli altri. Accoglie, accetta, si offre. Non ha tempo per dar retta alla paura.

Corpus Domini – 60^ sacerdozio padre Giovanni

CORPUS DOMINI, DALLA VISIONE MISTICA AL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA:

SEI COSE DA SAPERE

 

La festa venne istituita nel 1246 in Belgio grazie alla visione mistica di una suora di Liegi, la beata Giuliana di Retìne. Poi, due anni dopo, papa Urbano IV la estese a tutta la cristianità dopo il miracolo eucaristico di Bolsena nel quale dall’ostia uscirono alcune gocce di sangue per testimoniare della reale presenza del Corpo di Cristo. Si festeggia il giovedì dopo la festa della Ss. Trinità anche se in alcuni Paesi come l’Italia è stata spostata alla domenica successiva

 

La solennità del Corpus Domini (“Corpo del Signore”) è una festa di precetto, chiude il ciclo delle feste del periodo post Pasqua e celebra il mistero dell’Eucaristia istituita da Gesù nell’Ultima Cena.

QUALI SONO LE ORIGINI DELLA FESTA?

La ricorrenza è stata istituita grazie ad una suora che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell’Eucaristia in una festa slegata dal clima di mestizia e lutto della Settimana Santa. Il suo vescovo approvò l’idea e la celebrazione dell’Eucaristia divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi, dove il convento della suora si trovava. In realtà la festa posa le sue radici nell’ambientedella Gallia belgica  e in particolare grazie alle rivelazioni della Beata Giuliana di Retìne.
Nel 1208 la beata Giuliana, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, vide durante un’estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra: da Dio intese che quella visione significava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. Il direttore spirituale della beata, il Canonico di LiegiGiovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini. La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l’ottava della Trinità.

COS’È IL “MIRACOLO EUCARISTICO” DI BOLSENA?

Nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l’antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana, Giacomo Pantaleone. Ed è a Bolsena, proprio nel Viterbese, la terra dove è stata aperta la causa suddetta che in giugno, per tradizione si tiene la festa del Corpus Domini a ricordo di un particolare miracolo eucaristico avvenuto nel 1263. Si racconta che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell’Eucarestia, nello spezzare l’ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall’ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico (attualmente conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina.
Venuto a conoscenza dell’accaduto Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità. La data della sua celebrazione fu fissata nel giovedì seguente la prima domenica dopo la Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). Così, l’11 Agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla “Transiturus” che istituiva per tutta la cristianità la Festa del Corpus Domini dalla città che fino allora era stata infestata dai Patarini i quali negavano il Sacramento dell’Eucaristia.

CHE COS’È LA PROCESSIONE DEL CORPORALE?

Già qualche settimana prima di promulgare questo importante atto,  il 19 Giugno, lo stesso Pontefice aveva preso parte, assieme a numerosissimi cardinali e prelati venuti da ogni luogo e ad una moltitudine di fedeli, ad una solenne processione con la quale il sacro lino macchiato del sangue di Cristo era stato recato per le vie della città. Da allora, ogni anno in Orvieto, la domenica successiva alla festività del Corpus Domini, il Corporale del Miracolo di Bolsena, racchiuso in un prezioso reliquiario, viene portato processionalmente per le strade cittadine seguendo il percorso che tocca tutti i quartieri e tutti i luoghi più significativi della città. In seguito la popolarità della festa crebbe grazie al Concilio di Trento, si diffusero le processioni eucaristiche e il culto del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa.

QUAL È LA DIFFERENZA TRA IL GIOVEDÌ SANTO E LA FESTA DEL CORPUS DOMINI?

Se nella Solennità del Giovedì Santo la Chiesa guarda all’Istituzione dell’Eucaristia, scrutando il mistero di Cristo che ci amò sino alla fine donando se stesso in cibo e sigillando il nuovo Patto nel suo Sangue, nel giorno del Corpus Domini l’attenzione si sposta sulla relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa, fra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico. Le processioni e le adorazioni prolungate celebrate in questa solennità, manifestano pubblicamente la fede del popolo cristiano in questo Sacramento. In esso la Chiesa trova la sorgente del suo esistere e della sua comunione con Cristo, Presente nell’Eucaristia in Corpo Sangue anima e Divinità.

QUANDO SI CELEBRA E IN QUALI PAESI È GIORNO FESTIVO?

Il Corpus Domini si celebra il giovedì dopo la festa della Santissima Trinità. A Orvieto, dove fu istituita, e a Roma, dov’è presieduta dal Papa, la celebrazione si svolge infatti il giovedì dopo la solennità della Santissima Trinità. A Roma la celebrazione inizia nella Cattedrale di S. Giovanni in Laterano, per poi concludersi con la processione tradizionale fino alla basilica di Santa Maria Maggiore; il Santo Padre la presiede in quanto Vescovo di Roma. Nella stessa data si celebra in quei paesi nei quali la solennità è anche festa civile: nei cantoni cattolici della Svizzera, in Spagna, in Germania, Irlanda, Croazia, Polonia, Portogallo, Brasile, Austria e a San Marino.

In Italia e in altre nazioni il giorno festivo di precetto si trasferisce alla seconda domenica dopo Pentecoste, in conformità con le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario.
Nella riforma del rito ambrosiano, promulgata dall’Arcivescovo di Milano il 20 marzo 2008, questa festività è stata riportata obbligatoriamente il giovedì della II settimana dopo Pentecoste con la possibilità, per ragioni pastorali, di celebrarla anche la domenica successiva. Numerose diocesi, in Italia, continuano a proporre ai fedeli la Celebrazione e la Processione Eucaristica, a livello diocesano, il giovedì, lasciando per la domenica la Celebrazione e la Processione parrocchiale.

IN CHE COSA CONSISTONO LE CELEBRAZIONI?

In occasione della solennità del Corpus Domini, dopo la celebrazione della Messa, si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un’ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento.

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