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Pellegrinaggio in TERRA SANTA
“Storia e geografia della salvezza” (Paolo VI)

1 – 8 gennaio 2018   Referente: Flora Boschetto

La Fontana di Sant’Anna

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Archivi del mese: marzo 2013

Venerdì Santo 2013

 

DAVANTI ALLA CROCE

(Giovanni Paolo II)

Noi ti adoriamo, Cristo Gesù.
Ci mettiamo in ginocchio
e non troviamo parole sufficienti
per esprimere quel che proviamo
davanti alla tua morte in croce.
Noi desideriamo, o Cristo,
gridare oggi verso la tua misericordia
più grande di ogni forza e potenza
alla quale possa appoggiarsi l’uomo.
La potenza del tuo amore
si dimostri ancora una volta più grande
del male che ci minaccia.
Si dimostri più grande dei molteplici peccati
che si arrogano in forma sempre più assoluta
la cittadinanza nella vita degli uomini.

Giovedì Santo 2013

La lavanda dei piedi ricorda il momento in cui Gesù compì un atto di estrema umiltà, lavando i piedi ai Suoi discepoli. In questo modo Egli volle ribadire l’insegnamento per cui un uomo ha tanto più diritto d’entrare nel Regno del Cieli quanto più è umile verso il prossimo.

Domenica delle Palme 2013

"Veramente quest’uomo era giusto"

 

Dio non è uno che ti manda le disgrazie. Non è un padrone che ti castra e ti impedisce di volare. Non è un despota che ti fa stare buono e zitto sennò ti castiga. Non è uno che brandisce la Legge e aspetta di lapidarti. Ci vuole il deserto e la verità, la fame di senso e la Parola per riuscire ad arrendersi all’evidenza di Dio. Un Dio che lascia crescere i suoi figli, che ha fatto bene ogni cosa e fa piovere sui giusti e gli ingiusti: un Dio che, come un Padre, scruta l’orizzonte e accoglie con dignità il figlio che lo voleva morto, ed esce a spiegare le sue ragioni all’altro figlio offeso; un Dio che, unico giusto, potrebbe condannarmi e non lo fa, chiedendomi di uscire dalla mediocrità del peccato, falsa libertà.
Siamo alla fine del deserto, amici: ora vediamo all’orizzonte il Tabor. Inizia la grande settimana, la più grande. La settimana piena di stupore e di sangue, di amore e di emozioni. Inizia la settimana Santa. 

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Dalla fumata bianca alla prima omelia

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"Se non confessiamo Gesu' saremo solo una ONG pietosa". E' stato questo il monito lanciato da Papa Francesco nella sua prima omelia. "Quando non si cammina ci si ferma. Quando non si edifica su Gesu' si fanno, come i bambini sulla spiaggia, dei palazzi di sabbia". "Si ricordi – ha detto ancora il nuovo Papa – che a volte ci sono movimenti del cammino che non ci conducono a nulla; sono movimenti che ci fanno andare indietro".

Papa Francesco I

La comunità della parrocchia Sant'Anna di Pontinia
saluta il nuovo pontefice.
Che Dio ti benedica, Papa Francesco,
e ti dia la forza per guidare la Sua Chiesa in santità e carità.
 

Dal pentimento nasce l’amore

Finisce la manna, ma non il dono di Dio che passa sempre attraverso la nostra libertà. La libertà, nel camino di fede, costa e chiede di saper non solo accogliere ma trovare il pane. Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Il cammino della Quaresima ci porta a nascere nuovamente ed è la gioia della nascita, che la liturgia celebra nella domenica Laetare. C'è gioia ogniqualvolta si nasce, e tutte le volte che si rinasce. Il figlio se ne va non per paura, per perdersi, ma per attestare la sua libertà e per rinascere. Bisogna lasciare a Dio la libertà di accoglierci e riconciliarci. Bisogna ritornare disarmati dinanzi a Lui per poter permettere alle sue braccia di stringerci. Se si rimane nella casa senza amore, si è lontani dalla casa.

Così si nasce, nel travaglio della lontananza, si rinasce nella nostalgia della casa, si diventa nuova creatura, che torna dai sentieri del prodigo.

Mons. Giuseppe Giudice

Una lettera sul tema del futuro per i miei nonni

Cari Nonni,
noi abitiamo lontani e non abbiamo modo di vederci e di vivere il quotidiano insieme.
Ho deciso di scrivervi questa lettera per sentirvi più vicini. Quando ci sentiamo per telefono non riusciamo mai a condividere tutto quello che in una settimana abbiamo vissuto, infatti ogni volta che parliamo dico poco e niente perché non so mai da dove iniziare. Allora per rendervi partecipi di ciò che ho nel cuore ecco a voi ciò che sogno per il mio futuro. Tante sono le aspettative e realizzabili o no, io voglio impegnarmi al massimo e accettare le sfide che la vita mi offrirà.
Come sapete frequento l’università, un mondo che non pensavo fosse così impegnativo e di facili dubbi. Ciò che ora sto studiando mi piace e mi fa proiettare la mia vita nel prossimo futuro come figura educativa per i più piccoli. Come sapete amo stare a contatto con i bambini e ciò che studio mi porterebbe a gestire una ludoteca; sarebbe una soddisfazione personale grandissima ed emozionante.
Devo dire che a volte i dubbi prevalgono e penso che il futuro non aspetti me, allora mi viene voglia di lasciare tutto e cercarmi un lavoro. Questi pensieri assalgono la mia testa però mi chiedo: ”ma riuscirei a trovare lavoro? C’è qualche possibilità di iniziare adesso a diventare più responsabile di me stessa e più indipendente?” forse quel lavoro che oggi potrei trovare mi permetterebbe un giorno di prendermi cura di una famigli tutta mia, di mio marito e dei miei figli!!
Si, anche questo sarebbe uno dei miei sogni per il futuro. Certo bisogna vedere se è nel progetto di Dio; di sicuro mi impegnerai ad essere una buona madre e cercherai di rendere felici i miei figli, donando me stessa come tuttora faccio con le persone a cui voglio bene.
Questi e tanti altri sono i progetti e le aspettative, che ai giorni d’oggi vedi appassire per tutto ciò che accade: la crisi, la società che decade, la povertà e anche quella di spirito, la mancanza di denaro e di lavoro… ma dove andremo a finire se continua così?!?! Allora ciò che rimane da fare è fidarsi di se stessi e delle proprie capacità e se davanti a noi c’è un’opportunità, coglierla al volo senza tentennare.
Il futuro nessuno lo conosce, solo Dio che ha pensato con amore infinito le nostre vite, sa a cosa saremo chiamati e noi accettiamo il suo futuro e impegniamoci a fondo per costruire un futuro migliore per tutti, per noi giovani e per le prossime generazioni.
Spero che questa lettera non vi abbia commosso troppo, altrimenti la prossima volta mi toccherà inviarvi anche dei fazzoletti di carta.
Vi saluto e vi abbraccio forte!

La vostra cara nipote Melania

 

Rachele e Lia, la lotta per l’amore

Rachele e Lia

Scarica il volantino: Rachele e Lia

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