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2 OTTOBRE – Ore 19

S. MESSA e Incontro con i Novizi della
Congregazione di S.G.B. Piamarta
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8 OTTOBRE

Festa di inizio delle attività di tutte le realtà parrocchiali


Pellegrinaggio in TERRA SANTA
“Storia e geografia della salvezza” (Paolo VI)

1 – 8 gennaio 2018   Referente: Flora Boschetto

La Fontana di Sant’Anna

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Periodico della Commissione Anziani

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Giornata Giovani Piamartini 2012 a Roseto degli Abruzzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Fontana di S.Anna

E' uscito il N.26 del mensile della Commissione Anziani.

  • Emmaus, la Parola e il Pane si fanno strada
  • Il Movimento per la Vita
  • Consiglio Pastorale Parrocchiale: Conoscere il Signore
  • Ho incontrato Salvatore

Per scaricarlo cliccate su Progetto Pastorale -> Consiglio Pastorale -> LA FONTANA DI S.Anna

 

ANCHE SE

Da sempre ho sperato d’incontrarTi
Da sempre ho sperato d’avvicinarmi a Te
E un ritornello m’accompagnava
Parlava di Te
 
Anche se non ti vedo
Anche se non ti sento
Anche se m’allontano
Tu sei sempre con me
 
Un giorno ho sentito la tua voce
Con forza e dolcezza ti rivolgevi a me
“Io ti ho creato, ti voglio bene
sarò Padre per te”
 
Anche se non ti vedo
Nel mio cuore ora ti sento
La paura s’allontana
Sarai sempre con me
 
Adesso sono qui davanti a Te
Adesso più nessuno ci separerà
Accanto a te sarò felice
Sei Casa per me
 
Anche se non ti vedo
Nel mio cuore io ti sento
La fiducia ora è piena
Tu sei sempre con me
 
(canzone/preghiera scritta da Andrea, 13 anni)
 

La fede spiegata a mio figlio

 

 

Pasqua 2012, il messaggio del Vescovo Monsignor Petrocchi

La Pasqua è celebrazione della vittoria di Gesù sulla morte – anzitutto quella segnata dal peccato – e trionfo della vita vera, animata dalla verità e dall'amore.
Siamo immersi in una società che rifulge di luci artificiali – scintillanti, prive però di valore permanente -, ma scarseggia della Luce autentica, quella che splende nella Parola-fatta-carne. Viviamo, dunque, in un'epoca culturalmente frammentata, in cui la molteplicità – invasiva e spesso contraddittoria – dei messaggi determina un labirinto di proposte seducenti, dove è facile smarrirsi. Epoca ricca di superfluo, la nostra, e, al tempo stesso, povera del necessario. Occorre liberarsi dall’ipnosi dell’effimero e del frivolo per cercare, con determinazione, ciò che conta e che non passa (cfr. Lc 10,38-42) cioè, il significato ultimo della vita, per rispondere alle ineludibili domande radicali: "quale è il punto assoluto di partenza? dove andiamo? che senso ha l'esistenza, personale e cosmica? perché il dolore? cosa c'è dopo la morte? quale è il destino finale della storia?[…]". 

Messaggio completo:

>>>Pasqua 2012 – Messaggio del Vescovo Mons. Giuseppe Petrocchi<<<

Orme sulla sabbia

ORME SULLA SABBIA

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi punti
c'era solo un'orma…

Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore.

Ho domandato, allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
più difficili?"

Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo:
i giorni in cui tu hai visto solo un'orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio"

Margaret Fishback Powers

Celebrazione Penitenziale

Questa sera alle ore 21:00 ci sarà la celebrazione penitenziale. Dell'importanza di questo sacramento ne ha parlato abbondantemente Padre Paolo durante l'omelia la scorsa domenica. Cerchiamo di partecipare tutti, è un'occasione da non perdere.

Credo che il Sacramento della Riconciliazione non sia una cosa che inizi nel confessionale, va medidato prima, attraverso un profondo e sincero esame di coscienza, in modo tale da arrivare davanti al sacerdote, e davanti al Signore, con le idee chiare.

Purtroppo non ricordo più da dove l'ho presa, ma mi piace moltissimo questa riflessione che condivido con voi:

"Inizia ringraziando il Signore: è lui che ti dona di fare questo cammino, in questa comunità, con questi fratelli che sostengono con la preghiera la tua conversione. Ringrazialo anche di tutte le volte che ti ha sostenuto nella fatica della vita; delle persone sante che ti ha fatto incontrare; di tutti i doni di cui ti ha ricolmato.

Se trovi in te mancanze gravi (peccati mortali) confessali con cuore aperto al sacerdote. Cristo ha voluto che ottenessimo il perdono di tutte le nostre colpe gravi confessandole alla sua Chiesa .

Per il resto, scegli uno o alcuni punti su cui lavorare, quelli che ti sembra facciano più acqua. E anche qui apri con fiducia tutto il tuo cuore al Signore. E' lui che ti guida con amore in questo cammino. Decidi di revisionarti spesso su questi punti; ritornaci volentieri nelle prossime confessioni."

Ho trovato molto utile questo documento, che allego. E' un esame di coscienza che segue, come traccia, i Dieci Comandamenti.

>>>Esame di coscienza – 10 comandamenti<<<

La Croce, supremo atto d’amore

«Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione, piangono per aiuto, chiedono pane. Così fan tutti, tutti. I cristiani invece stanno vicino a Dio nella sua sofferenza» (Bonhoffer), in questa settimana santa, quando scorrono i giorni del nostro destino, e in ogni settimana del tempo. Infatti se noi crediamo che Cristo è in ogni uomo, che tutti insieme formiamo l'unico corpo di Cristo, allora riusciamo a sentire che Cristo è in agonia fino alla fine dei tempi, è ancora crocifisso oggi in infiniti fratelli, su tutta la terra.
Contemporanea a me è la croce. Non spettatore, allora, ma partecipe della eterna passione di Dio e dell'uomo, voglio abitare la croce, le infinite croci del mondo.
«Salva te stesso, allora crederemo». Qualsiasi uomo, qualsiasi re, potendolo, scenderebbe dalla croce. Gesù, no. Solo un Dio non scende dal legno, solo il nostro Dio. Il nostro è il Dio differente: è il Dio che entra nella tragedia umana, entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Sale sulla croce per essere con me e come me, perché io possa essere con lui e come lui.

Essere in croce è ciò che Dio, nel suo amore, deve all'uomo che è in croce. Perché l'amore conosce molti doveri, ma il primo di questi è di essere con l'amato.
Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. Solo la croce toglie ogni dubbio, è lo svelamento supremo di Dio. La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante. Dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa. 
L'ha capito per primo un estraneo, un soldato esperto di morte. È un pagano ad esprimere il primo atto di fede cristiano: costui era figlio di Dio. Che cosa ha visto in quella morte? Non un miracolo, non la risurrezione. Ha visto il capovolgimento del mondo, dove la vittoria era sempre del più forte, del più armato, del più spietato.

Ha visto il supremo potere di Dio, che è un disarmato amore; che è quello di dare la vita anche a chi ti dà la morte; che è servire non asservire; che è vincere la violenza prendendola su di sé. Ha visto che questo mondo porta un altro mondo nel grembo.
E noi qui disorientati, dapprima, ma poi stupiti, perché, come le donne, come il centurione, come i santi, sentiamo che nella Croce c'è attrazione, c'è seduzione e bellezza. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme, sulla collina, dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare, povero e nudo, per morire d'amore. La nostra fede poggia sulla cosa più bella del mondo: un atto d'amore perfetto.
La croce è l'immagine più pura, più alta, più bella che Dio ha dato di se stesso. Da allora, «per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (K. Rahner). 
 
Padre Ermes Ronchi
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