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La Fontana di Sant’Anna

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Archivi del mese: dicembre 2013

Buon Natale

Quest’anno è certamente per me un Natale diverso.
Penso a  un Gesù bambino  moretto, che non ha freddo ma che suda.
Penso a Gesù che nasce in una baracca senza pavimento, senza corrente, senza acqua, adagiato tra la polvere, come i bambini del nostro bairo. 

Mi  tornano in mente le parole di una canzone che si cantava nelle nostre chiese:

Se un uomo ha fame … là ci sei TU
Se un uomo ha sete … là ci sei TU
Se un uomo soffre … là ci sei TU
Se un uomo muore … là ci sei TU
 
Quest’ anno il Signore mi chiama a vivere un Natale diverso dalle nostre abitudini.
Mi chiama  a “spogliare” questa festa per scoprirne l’essenza.
Dio si mischia con la nostra umanità per condividere con noi la nostra vita.
Dio si fa Uomo per  donarci la vita da figli di Dio.
Dio viene sulla terra per insegnarci il cammino verso il cielo.
Dio si fa prossimo nel nostro quotidiano.
Dio si fa compagno di strada soprattutto per chi è povero, solo, in difficoltà.
Dio chiede il nostro aiuto, vuole stare con noi attraverso di noi.
 
SE UN UOMO AMA … là ci sei  TU
 
Dio è con noi , se ci amiamo, se non chiudiamo il nostro cuore all’altro, se ci facciamo prossimo.
 
Buon NATALE,
che  possiamo  sperimentare la SUA presenza condividendo  un po’ dell’  Amore che LUI ci  dona.  

P. Gian Paolo

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La libertà di pensiero non è omofobia

Ti scrivo per invitarti a firmare e diffondere tra i tuoi contatti la seguente petizione di CitizenGO, riguardante il documento "Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT", a cura del Dipartimento delle Pari Opportunità,

http://www.citizengo.org/it/1813-liberta-di-opinione-su-matrimonio-e-famiglia

Il testo dichiara di voler contribuire all'abolizione degli stereotipi e dei discorsi pregiudizievoli nei confronti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Alcune delle indicazioni fornite sono sacrosante (e così ovvie da essere quasi inutili): le persone LGBT non devono essere insultate, descritte in modo stereotipato, offese o discriminate in quanto tali. Purtroppo, il documento va ben oltre, fino a rappresentare un vero e proprio testo propagandistico dell'ideologia gender e dei cosiddetti "diritti delle persone LGBT". Di seguito alcuni esempi:

  • Matrimonio e famiglia: il documento diffida dal parlare di "famiglia tradizionale" (quella composta da un uomo e una donna) e di "matrimonio gay", affermando che le unioni tra persone dello stesso sesso non vadano differenziate dai matrimoni tra uomo e donna e che le "famiglie omogenitoriali" non debbano essere linguisticamente distinte dalle altre. Questo punto è evidentemente lesivo della libertà di opinione di tutti coloro che credono che il matrimonio sia riservato alle unioni tra uomo e donna e che solo questa istituzione possa fondare una famiglia autentica.
  • Politica e diritti: da un lato il documento sconsiglia di legare le tematiche LGBT all'intervento di specialisti (come psicologi e psicanalisti) per non "depoliticizzare le questioni inerenti i diritti LGBT", ma dall'altro lato a sua volta neutralizza il dibattito su tali questioni (matrimonio tra persone dello stesso sesso, adozione e così via), dando per scontati provvedimenti e dispositivi legislativi attualmente inesistenti e bollando tutto il resto come pregiudiziale e discriminatorio.
  • Dibattiti: si afferma che "non è affatto ovvio" proporre contraddittori sui diritti delle persone LGBT. Ancora una volta, si scambiano i diritti individuali (sacrosanti per tutti gli individui, senza distinzione alcuna) con le discussioni sull'istituto della famiglia e del matrimonio, che non hanno nulla a che fare con i diritti delle persone e che devono essere oggetto di dibattito democratico.
  • Discorsi d'odio: si afferma di voler combattere i discorsi di incitamento all'odio (obiettivo ovviamente encomiabile), ma di fatto si finisce col considerare tale tutto ciò che non si dichiara favorevole all'estensione del matrimonio alle coppie formate da persone dello stesso sesso.
  • Neutralità: il documento si avvale dell'autorità e della neutralità dovute al suo carattere istituzionale, ma di fatto esprime opinioni politiche e ideologiche tutt'altro che asettiche, e di conseguenza orienta imass media e l'opinione pubblica che ne fruisce, sia in modo diretto (ad esempio, dichiarandosi nemmeno troppo velatamente a favore dell'introduzione del cosiddetto "matrimonio gay") sia indirettamente (come quando si consiglia di non utilizzare l'espressione "utero in affitto" e di sostituirla con "gestazione di sostegno", come se una diversa espressione linguistica potesse far scomparire le enormi problematiche etiche e giuridiche legate a questa prassi).

In generale, il documento confonde continuamente il rispetto per le persone LGBT (che è assolutamente doveroso, così come il rispetto per tutte le persone, senza distinzioni in base all'orientamento sessuale) con le rivendicazioni di modifiche a istituti della società (come matrimonio e famiglia) che non c'entrano nulla nè con i diritti individuali nè con il rispetto dovuto a ogni essere umano.

Affermare che il matrimonio è l'unione di un uomo e una donna e che così dovrebbe essere per legge odichiarare che un bambino deve essere cresciuto da un padre e una madre (e affermare queste cose senza violenza o insulti) non vuol dire mancare di rispetto a nessuno, ma semplicemente significa esprimere un'opinione politica. Non si capisce perché il Dipartimento delle Pari Opportunità debba vietare a un giornalista di esprimersi su queste tematiche, perché il dibattito democratico debba essere sospeso in nome del politically correct, perché le decisioni su questi temi debbano esser prese a priori rispetto al Parlamento e all'opinione pubblica, perché chi non è in linea con queste convinzioni politiche debba essere tacciato di omofobia e intolleranza.

Per tutte queste ragioni, ti chiedo di sottoscrivere e diffondere questa petizione di CitizenGO, cliccando sul link seguente:

http://www.citizengo.org/it/1813-liberta-di-opinione-su-matrimonio-e-famiglia

Per ogni firma, il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino riceverà una e-mail che gli chiede di non adottare queste linee guida liberticide all'interno del codice deontologico della professione giornalistica.

Grazie del tuo impegno in difesa della libertà di opinione di chi crede nel valore della famiglia.

Matteo Cattaneo e il team di CitizenGO

E’ Avvento, il tempo dell’ascolto

avvento
Avvento è il tempo magnifico che sta tra il gemito delle creature e la venuta di Signore, lunga ora tra le do­glie e il parto. Tempo per guardare in alto e più lonta­no, per essere attenti a ciò che sta accadendo. Noi sia­mo così distratti, che non riusciamo a gustare i giorni e i mille doni. Per questo non siamo felici, perché siamo distratti.
I giorni di Noè: mangiavano e bevevano gli uomini in quei giorni, prendevano moglie e marito. Ma che face­vano di male? Niente, era­no solo impegnati a vivere. Ma a vivere senza mistero, in una quotidianità opaca: e non si accorsero di nulla. È possibile vivere così, senza sapere perché, senza accor­gersi neppure di chi ti sfio­ra nella tua casa, di chi ti ri­volge la parola; senza ac­corgersi di cento naufraghi a Lampedusa, di questo pia­neta depredato, dei germo­gli che nascono. Non ci accorgiamo che questa affan­nosa ricerca di sempre più benessere sta generando un rischio di morte per l'intero pianeta. Un altro diluvio.
Il tempo dell'Avvento è un tempo per svegliarci, per ac­corgerci.
Il tempo dell'at­tenzione. Attenzione è ren­dere profondo ogni mo­mento.
Due uomini saranno nel campo, uno verrà portato via e uno lasciato. Non è dell'angelo della morte che parla il Vangelo, ma di due modi diversi di vivere nel campo della vita: uno vive in modo adulto, uno infan­tile; uno vive affacciandosi sull'infinito, uno è chiuso solo dentro la sua pelle; u­no è chino solo sul suo piat­to, uno è generoso con gli altri di pane e di amore. Tra questi due uno è pronto all'incontro con il Signore, quello che vive attento, l'al­tro non si accorge di nulla.
Se il padrone di casa sapes­se a quale ora viene il ladro…


Mi ha sempre inquietato l'immagine del Signore che viene di soppiatto come un ladro nella notte. Cerco di capire: Dio non è un ladro di vita, e infatti non è la morte che viene adombrata in questa piccola parabola, ma l'incontro. Il Signore è un la­dro ben strano, non ruba niente, dona tutto, viene con le mani piene. Ma l'incontro con Lui è rapinoso, ti obbliga a fare il vuoto in te di cento cose inutili, altri­menti ciò che porta non ci sta. Mette a soqquadro la tu
a casa, ti cambia la vita, la fa ricca di volti, di luce, di o­rizzonti.


Io ho qualcosa di prezioso che attira il Signore, come la ricchezza attira il ladro: è la mia persona, il fiume della mia vita che mescola insie­me fango e pagliuzze d'oro, questo nulla fragile e glo­rioso cui però Lui stesso ha donato un cuore.


Vieni pure come un ladro, Signore, prendi quello che è prezioso per te, questo povero cuore. Prendilo, e rido­namelo poi, armato di luce.
 
P. Ermes Ronchi
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