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La Fontana di Sant’Anna

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Antonio

Triduo Pasquale 2019

Il Triduo Pasquale inizia il pomeriggio del Giovedì Santo e dura fino alla mattina della Domenica di Pasqua.

Giovedì Santo

In questo giorno si rivive l’istituzione dell’Eucaristia, ha luogo una Messa commemorativa dell’Ultima Cena di Nostro Signore Gesù Cristo, con la lavanda dei piedi, e si celebrano l’Ordine sacerdotale e il “Comandamento dell’Amore”, che è l’Eucaristia stessa.

Venerdì Santo

Il Venerdì Santo ricordiamo la Passione e Morte di Gesù. Ha luogo la celebrazione della Passione del Signore con l’adorazione della Croce, atto liturgico che non si realizza con l’Eucaristia.

In questa giornata si concede l’indulgenza plenaria ai fedeli cristiani che assistono all’adorazione della Croce nella solenne azione liturgica.

Si può ottenere l’indulgenza anche realizzando il pio esercizio della Via Crucis davanti alle stazioni legittimamente stabilite e meditando la Passione e Morte di Gesù Cristo.

Sabato Santo

Durante il Sabato Santo, non ci sono celebrazioni liturgiche fino alla Veglia pasquale. È una giornata di grande silenzio, per intensificare la preghiera in memoria della morte di Cristo e accompagnare la Madonna nel suo dolore. Si concede l’indulgenza plenaria quando due o più persone recitano insieme il Santo Rosario.

Veglia Pasquale

È la celebrazione più importante dell’anno liturgico e dei fedeli cristiani, visto che si svolge in memoria della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. La Veglia si svolge il sabato sera, e in alcuni luoghi si estende fino all’alba della Domenica di Resurrezione.

I fedeli possono ottenere l’indulgenza plenaria partecipando alla celebrazione della Veglia Pasquale e rinnovando in essa le promesse battesimali.

Domenica delle Palme 2019

Con questa festa si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. Una tradizione legata alla ricorrenza ebraica di Sukkot durante la quale i fedeli salivano in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme portando un mazzetto intrecciato di palme, mirto e salice.

50^ Anniversario Gruppo Scouts FSE Pontinia 1 1969-2019

Presso la nostra parrochia, nei giorni 27 e 28 ottbre (Sabato/Domenica) si è festeggiato il cinquantesimo anniversario del Gruppo Scouts FSE Pontinia1.

La cerimonia è iniziata sabato alle ore 16.00 presso l'Oratorio Sant'Anna, con il Quadrato iniziale, l'alza bandiera, il rinnovo della Promessa, la presentazione del logo e del motto ideato dai ragazzi, la consegna del brevetto di capo ad un RS del Gruppo e gemellagio con il Gruppo di Comacchio 1.

Alla cerimonia hanno presenziato le Autorità Civili e Militari di Pontinia, la comunità dei Padri Piamartini, i Gruppi del Distretto Lazio Sud, altri Gruppi significativi incontrati in questo mezzo secolo di storia e tutte le associazioni parrocchiali.

Alle ore 18.00 la presentazione della mostra fotografica curata da Luigi Veca, il quale negli ultimi due anni ha raccolto più di cinquemila fotografie che documentano questi cinquanta anni.

Alle ore 19.00 la santa messa celebrata da Mons. Mariano Crociata vescovo della Diocesi di Latina Terracina Sezze Priverno.

Alle ore 20.00 cena comunitaria con la partecipazione degli ospiti presenti, dei padri della nostra parrocchia e dei responsabili dei gruppo Scout.

Domenica 28 alle ore 10.00 un grande gioco per le via di Pontinia e infine alle ore 12.00 un aperitivo con tutti i partecipanti e la chiusura dei festeggiamenti.

Sant’Anna 26/07/2018

Sant'Anna

Nonostante che di s. Anna ci siano poche notizie e per giunta provenienti non da testi ufficiali e canonici, il suo culto è estremamente diffuso sia in Oriente che in Occidente.
Quasi ogni città ha una chiesa a lei dedicata, Caserta la considera sua celeste Patrona, il nome di Anna si ripete nelle intestazioni di strade, rioni di città, cliniche e altri luoghi; alcuni Comuni portano il suo nome.
La madre della Vergine, è titolare di svariati patronati quasi tutti legati a Maria; poiché portò nel suo grembo la speranza del mondo, il suo mantello è verde, per questo in Bretagna dove le sono devotissimi, è invocata per la raccolta del fieno; poiché custodì Maria come gioiello in uno scrigno, è patrona di orefici e bottai; protegge i minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti e tornitori. 
Perché insegnò alla Vergine a pulire la casa, a cucire, tessere, è patrona dei fabbricanti di scope, dei tessitori, dei sarti, fabbricanti e commercianti di tele per la casa e biancheria.
È soprattutto patrona delle madri di famiglia, delle vedove, delle partorienti, è invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale.
Il nome di Anna deriva dall’ebraico Hannah (grazia) e non è ricordata nei Vangeli canonici; ne parlano invece i vangeli apocrifi della Natività e dell’Infanzia, di cui il più antico è il cosiddetto “Protovangelo di san Giacomo”, scritto non oltre la metà del II secolo.
Questi scritti benché non siano stati accettati formalmente dalla Chiesa e contengono anche delle eresie, hanno in definitiva influito sulla devozione e nella liturgia, perché alcune notizie riportate sono ritenute autentiche e in sintonia con la tradizione, come la Presentazione di Maria al tempio e l’Assunzione al cielo, come il nome del centurione Longino che colpì Gesù con la lancia, la storia della Veronica, ecc.
Il “Protovangelo di san Giacomo” narra che Gioacchino, sposo di Anna, era un uomo pio e molto ricco e abitava vicino Gerusalemme, nei pressi della fonte Piscina Probatica; un giorno mentre stava portando le sue abbondanti offerte al Tempio come faceva ogni anno, il gran sacerdote Ruben lo fermò dicendogli: “Tu non hai il diritto di farlo per primo, perché non hai generato prole”.
Gioacchino ed Anna erano sposi che si amavano veramente, ma non avevano figli e ormai data l’età non ne avrebbero più avuti; secondo la mentalità ebraica del tempo, il gran sacerdote scorgeva la maledizione divina su di loro, perciò erano sterili.
L’anziano ricco pastore, per l’amore che portava alla sua sposa, non voleva trovarsi un’altra donna per avere un figlio; pertanto addolorato dalle parole del gran sacerdote si recò nell’archivio delle dodici tribù di Israele per verificare se quel che diceva Ruben fosse vero e una volta constatato che tutti gli uomini pii ed osservanti avevano avuto figli, sconvolto non ebbe il coraggio di tornare a casa e si ritirò in una sua terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplicò l’aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni.
Anche Anna soffriva per questa sterilità, a ciò si aggiunse la sofferenza per questa ‘fuga’ del marito; quindi si mise in intensa preghiera chiedendo a Dio di esaudire la loro implorazione di avere un figlio.
Durante la preghiera le apparve un angelo che le annunciò: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”.
Così avvenne e dopo alcuni mesi Anna partorì. Il “Protovangelo di san Giacomo” conclude: “Trascorsi i giorni necessari si purificò, diede la poppa alla bimba chiamandola Maria, ossia ‘prediletta del Signore’”.
Altri vangeli apocrifi dicono che Anna avrebbe concepito la Vergine Maria in modo miracoloso durante l’assenza del marito, ma è evidente il ricalco di un altro episodio biblico, la cui protagonista porta lo stesso nome di Anna, anch’ella sterile e che sarà prodigiosamente madre di Samuele.
Gioacchino portò di nuovo al tempio con la bimba, i suoi doni: dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia.
L’iconografia orientale mette in risalto rendendolo celebre, l’incontro alla porta della città, di Anna e Gioacchino che ritorna dalla montagna, noto come “l’incontro alla porta aurea” di Gerusalemme; aurea perché dorata, di cui tuttavia non ci sono notizie storiche.
I pii genitori, grati a Dio del dono ricevuto, crebbero con amore la piccola Maria, che a tre anni fu condotta al Tempio di Gerusalemme, per essere consacrata al servizio del tempio stesso, secondo la promessa fatta da entrambi, quando implorarono la grazia di un figlio.
Dopo i tre anni Gioacchino non compare più nei testi, mentre invece Anna viene ancora menzionata in altri vangeli apocrifi successivi, che dicono visse fino all’età di ottanta anni, inoltre si dice che Anna rimasta vedova si sposò altre due volte, avendo due figli la cui progenie è considerata, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, come la “Santa Parentela” di Gesù.
Il culto di Gioacchino e di Anna si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente (anche a seguito delle numerose reliquie portate dalle Crociate); la prima manifestazione del culto in Oriente, risale al tempo di Giustiniano, che fece costruire nel 550 ca. a Costantinopoli una chiesa in onore di s. Anna.
L’affermazione del culto in Occidente fu graduale e più tarda nel tempo, la sua immagine si trova già tra i mosaici dell’arco trionfale di S. Maria Maggiore (sec. V) e tra gli affreschi di S. Maria Antiqua (sec. VII); ma il suo culto cominciò verso il X secolo a Napoli e poi man mano estendendosi in altre località, fino a raggiungere la massima diffusione nel XV secolo, al punto che papa Gregorio XIII (1502-1585), decise nel 1584 di inserire la celebrazione di s. Anna nel Messale Romano, estendendola a tutta la Chiesa; ma il suo culto fu più intenso nei Paesi dell’Europa Settentrionale anche grazie al libro di Giovanni Trithemius “Tractatus de laudibus sanctissimae Annae” (Magonza, 1494).
Gioacchino fu lasciato discretamente in disparte per lunghi secoli e poi inserito nelle celebrazioni in data diversa; Anna il 25 luglio dai Greci in Oriente e il 26 luglio dai Latini in Occidente, Gioacchino dal 1584 venne ricordato prima il 20 marzo, poi nel 1788 alla domenica dell’ottava dell’Assunta, nel 1913 si stabilì il 16 agosto, fino a ricongiungersi nel nuovo calendario liturgico, alla sua consorte il 26 luglio.
Artisti di tutti i tempi hanno raffigurato Anna quasi sempre in gruppo, come Anna, Gioacchino e la piccola Maria oppure seduta su una alta sedia come un’antica matrona con Maria bambina accanto, o ancora nella posa ‘trinitaria’ cioè con la Madonna e con Gesù bambino, così da indicare le tre generazioni presenti.
Dice Gesù nel Vangelo “Dai frutti conoscerete la pianta” e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.
Dalla santità del frutto, cioè di Maria, deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.

Corpus Domini 2018

Una festa di popolo

In occasione della solennità del Corpus Domini, dopo la celebrazione della Messa, si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un'ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento.

Piamarta’s Day – 25 Aprile 2018

Pontinia 25 Aprile 2018,

La parrocchia Sant’Anna di Pontinia ha festeggiato il “Piamarta’s Day” organizzando una fantastica giornata che ha visto la presenza di un centinaio di partecipanti tra ragazzi e adulti.

Il gruppo capitanato da padre Nicola, è partito questa mattina alle ore 07:30 e si è diretto a Frattocchie (frazione del comune di Marino in provincia di Roma) per poi partire da lì a piedi lungo l’Appia antica (anche via Francigena) con destinazione Roma.

Lungo il percorso di oltre venti chilometri, intervallato da varie tappe, si è respirata l’aria dell’”Antica Roma” tra le vecchie rovine.  Con l’ausilio di una preparatissima guida turistica originaria di Pontinia ma che da anni vive a Roma, abbiamo avuto modo di conoscere storie ed eventi a noi sconosciuti.

Giunti nel pomeriggio al Colosseo tutti hanno potuto ammirare le bellezze naturali del luogo godendosi qualche momento di libertà.

Il gruppo al termine del giornata è rientrato a Pontinia alle ore 19:00.

Si ringrazia tutti i partecipanti e arrivederci al prossimo evento.

Giovedì e venerdì santo

Comincia con la domenica delle Palme la Settimana Santa, quella con i riti che precedono la Pasqua e ricordano gli ultimi giorni della vita di Gesù. Le giornate più significative sono giovedì e venerdì santo e sabato.

Triduo pasquale.
Sono proprio le giornate di giovedì, venerdì e sabato che precedono la domenica di Pasqua e che comprendono i riti legati alla passione di Cristo. Il Triduo termina nella giornata di Pasqua.

Giovedì Santo.
La giornata è quella in cui si rievoca l’ultima cena di Gesù con gli apostoli per celebrare la Pasqua Ebraica.

La tavola era probabilmente a semicerchio con Cristo al centro. I vangeli segnalano Pietro, Giovanni e Giuda Iscariota come le persone sedute più vicino a lui. È a questa cena che Gesù rivelò che uno degli apostoli lo avrebbe tradito. E ancora qui che istituì il rito della Comunione in cui si ricevono il corpo e il sangue di Cristo. Oltre all’Ultima Cena si rievocano appunto l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio.

Lavanda dei piedi.
Durante la Messa viene fatto il gesto simbolico della lavanda dei piedi, come Cristo fece con gli apostoli per dare esempio di umiltà. Solo il Vangelo di Giovanni riporta questo episodio. Gli altari restano senza paramenti alla fine di questa Messa, le croci sono coperte e le campane non suonano.

Venerdì Santo. 
È la giornata in cui si ricorda la morte sulla croce di Gesù sul monte Calvario e tradizionalmente se ne ripete l’intera sequenza con la via Crucis. Alle tre del pomeriggio si celebra la Passione, non una messa, ma le Letture, l’adorazione della croce e la comunione. Le campane tacciono in segno di lutto in questa giornata.

Via Crucis.
La via della Croce o via dolorosa ricorda il percorso di Cristo con la croce verso il Golgota. Tradizionalmente le stazioni della via Crucis sono 14: dalla condanna a morte di Gesù alla deposizione del suo corpo nel sepolcro passando per le tre cadute, l’incontro con Maria e la morte sulla croce.

Domenica delle Palme

Con questa festa si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. Una tradizione legata alla ricorrenza ebraica di Sukkot durante la quale i fedeli salivano in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme portando un mazzetto intrecciato di palme, mirto e salice.

Epifania del Signore

Epifania del Signore – 6 Gennaio 2018

 

Al vedere la stella, [i Magi] provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

 

Matteo 2,1-12
L’avventura dei Magi è il sentiero dell’Epifania, ossia della rivelazione di Dio agli estranei, alla gente lontana. È la storia di chi è aiutato a trovare il bersaglio dell’esistenza, il Re dei re. È il percorso di chi debba arrivare a Gesù Cristo.

Si parte da una stella. Sorge una cosa nel cielo, e i Magi – astrologi sapienti, gente che guardava il cosmo e sapeva tante cose – questa non la conoscono. È comparsa una cosa diversa, bella, attraente, sorprendente. E bisogna decidere su di una intuizione che sorge nel cuore: che la bellezza non capiti a caso dalle nostre parti.

La bellezza è un interrogativo, e i Magi non se la lasciano scappare, la inseguono. Quante volte gli uomini per non perdere la presa di ciò che è bello e valido hanno trovato il Signore!

Cosa vuol dire seguire una stella? I fenomeni cosmici si vedono bene in certi luoghi e male in altri, come le eclissi. Allora i Magi regolano i loro passi per vedere meglio questa cosa bella nel cielo. Cercano di goderne meglio. Vuol dire muoversi secondo splendore, camminare secondo il cielo. Il serpente antico, dice Genesi 3, cammina sul suo ventre; molti camminano sul ventre, sulle passioni, seguendo la terra. Questi uomini camminano secondo il cielo, secondo le cose alte, belle, luminose. E questo sentiero li porta a Gerusalemme. E qui scoprono che la stella non basta, la bellezza non basta. Ciò che l’uomo può vedere, per quanto bello e luminoso sia, è solo un magnifico inizio. Quel che trovano presso il popolo di Dio, è un’altra luce. Trovano le Scritture, e in esse, le profezie.

LO STESSO POSTO. Non siamo mai i primi a cercare il centro dell’esistenza, tanti lo hanno fatto prima di noi. E Dio ha parlato loro, ha lasciato delle indicazioni. Chiamati per mezzo di quel che potevano capire, i Magi ora trovano la storia che Dio ha condotto con il suo popolo. E attingono a questo tesoro. I prossimi passi sono secondo le promesse, secondo le opere fatte con gli uomini e le donne della memoria d’Israele. E obbedendo alle Scritture c’è una gioia grandissima: che la stella e le Scritture indicano lo stesso posto. La natura, le Scritture e il cuore sono sintonizzati sul bersaglio. E il bersaglio è una casa dove c’è una donna con il suo bimbo, la vita che sgorga, ma è una vita peculiare, oggi diremmo “taggata” da stella e Scritture. E riconosciuta dalla gioia grande. È una vita nuova, è unbimbo, e questo bimbo va baciato, adorato. È un regalo. A lui va dato tutto, perché tutto dona, tutto rivela, tutto illumina.

Si merita che apriamo gli scrigni, i nostri possessi e che gli diamo il nostro oro che è la nostra ricchezza; e gli va dato il nostro incenso, che è il nostro onore, il nostro ruolo; e gli si può dare la nostra mirra, l’unguento per ungere i defunti, ossia le nostre tecniche per rendere profumate le nostre morti, per cascare in piedi pure nei casi peggiori.

Possessi, ruoli, strategie. Sono cose piccole se trovi il Re, gliele puoi dare tranquillamente.

Lui dà molto di più.

Fonte: Famiglia Cristiana

 

Festa di Sant’Anna 2017

La madre della Vergine, il cui nome deriva dall’ebraico Hannah, cioè Grazia, ha custodito nel grembo Colei che diede alla luce il Cristo e quindi la speranza del mondo. Il nome Gioacchino deriva dall’ebraico e vuol dire “Dio rende forti”. S. Anna spesso è raffigurata con Maria bambina, mentre le insegna a leggere i Salmi e a lodare Dio. La tradizione ci racconta che Anna e Gioacchino hanno pregato e digiunato molto per ottenere da Dio il dono di una discendenza. Il culto ai Santi Gioacchino e Anna richiama i devoti che desiderano chiedere a Dio, per loro intercessione, il dono dei figli. Sono in particolare novelle spose e future mamme che si rivolgono a S. Anna per avere un parto felice. A S. Gioacchino si chiede sostegno per i papà, perché possano seguire ed aiutare i figli ed essere loro di esempio. Anna e Gioacchino sono i nonni di Gesù, sono quindi modello di tutti i nonni, custodi della fede e depositari della tradizione. Sono i nonni spesso a tramandare i valori del Vangelo e ad offrire una forte testimonianza nella famiglia. Oggi i nonni hanno un ruolo particolarmente importante nelle famiglie dove entrambi i genitori devono assentarsi per lavoro, ed ancora più, nelle famiglie divise. I nonni sono validi educatori perchè amano: solo chi ama educa. Essi vedono nei nipotini la loro immagine, quindi li accolgono con tenerezza; con tenerezza consigliano, consolano, insegnano a pregare e trasmettono la fede e i grandi valori. Così tra chi si affaccia alla vita e chi cammina sul viale del tramonto nasce un legame profondo che richiama la tenerezza di Dio Padre il quale ama tutti i suoi figli di infinito amore. Valorizzare la presenza dei nonni è un grande atto di carità e al tempo stesso una benedizione per la famiglia. 

 

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Agenda
Lun 15 Apr
  • 07:00 ~ 08:00
    Lodi (da lun. a merc.)
  • 07:50 ~ 08:00
    Buongiorno Gesù – preghiera con i bambini e le mamme
  • 09:00 ~ 19:00
    Adorazione (da lun. a merc.)
  • 00:00 ~ 23:59
    POSSIBILITA’ DI CONFESSIONI DURANTE LA SETTIMANA
Mar 16 Apr
  • 21:00 ~ 22:00
    Celebrazione PENITENZIALE per adulti
Mer 17 Apr
  • 17:30 ~ 18:30
    Messa Crismale del Vescovo Cattedrale S. Marco di Latina
Gio 18 Apr
  • 15:45 ~ 16:45
    Celebrazione per i bambini del Catechismo
  • 21:00 ~ 22:00
    S. Messa e lavanda dei piedi NOTTE DI ADORAZIONE DEL SANTISSIMO (Per tutte le associazioni parrocchiali)
  • 00:00 ~ 23:59
    CENA DEL SIGNORE
Ven 19 Apr
  • 14:45 ~ 15:45
    Via Crucis per i bambini del Catechismo
  • 21:00 ~ 22:00
    Liturgia della Passione e Adorazione della Croce
  • 00:00 ~ 23:59
    PASSIONE DEL SIGNORE Digiuno e astinenza
  • 00:00 ~ 23:59
    Giornata mondiale per le opere della Terra Santa.
Sab 20 Apr
  • 21:00 ~ 22:00
    Solenne VEGLIA PASQUALE
  • 00:00 ~ 23:59
    VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA
Dom 21 Apr
  • 00:00 ~ 23:59
    PASQUA “RISURREZIONE DEL SIGNORE”
  • 00:00 ~ 23:59
    “CRISTO E’ RISORTO, ALLELUIA!”
Lun 22 Apr
  • 00:00 ~ 23:59
    LUNEDI dell’ANGELO
Mar 23 Apr
  • 00:00 ~ 23:59
    S. GIORGIO – PATRONO DEGLI SCOUT
  • 00:00 ~ 23:59
    MOVIMENTO GIOVANILE PIAMARTINO “Con Padre Piamarta innamorati della vita”
Mer 24 Apr
  • 00:00 ~ 23:59
    MOVIMENTO GIOVANILE PIAMARTINO “Con Padre Piamarta innamorati della vita”

Gallerie Fotografiche

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