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8 OTTOBRE

Festa di inizio delle attività di tutte le realtà parrocchiali


Pellegrinaggio in TERRA SANTA
“Storia e geografia della salvezza” (Paolo VI)

1 – 8 gennaio 2018   Referente: Flora Boschetto

La Fontana di Sant’Anna

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Periodico della Commissione Anziani

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Archivi del mese: luglio 2013

Festività di Sant’Anna 2013

 

Anna e Gioacchino

Anna e Gioacchino sono i genitori della Vergine Maria. Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. Sant'Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici.

In udienza da Papa Francesco

papa-francescoGià più volte ed in più occasioni, molti ci  esprimevano il profondo e sincero desiderio di vedere il nuovo Papa. Ce lo chiedevano, per esempio in occasione delle Benedizioni delle famiglie. Ma sono state soprattutto le richieste spontanee  piene di speranza dei bambini della Prima Comunione e di altri ragazzi del Catechismo che mi han spinto a fare ufficialmente la richiesta al Papa per un’Udienza.

Abbiam parlato fra noi sacerdoti e con alcuni catechisti e ci è sembrata opportuna una data che potesse far da cerniera fra le vacanze e la ripresa delle attività.
Così ho deciso di scrivere al Santo Padre, attraverso la Prefettura della Casa Pontificia, incaricata di vagliare ed  organizzare le sue Udienze e Visite.  
Nella lettera, dopo aver presentato brevemente la nostra Parrocchia, ho aggiunto:
 “ Santo Padre,….. questa udienza  è un desiderio-richiesta che mi hanno fatto insistentemente le bambine ed i bambini delle Prime Comunioni: “ Abbiamo ricevuto Gesù, ora vogliamo vedere il Papa. Preghiamo sempre per Lui, ci piacerebbe tanto vederLo e pregare con Lui. Chiediglielo.” 
Mi rendevo conto che, viste le richieste sempre più numerose da tutto il mondo, i tempi da me richiesti potevano essere stretti , ma ho confidato nel cuore e nella generosità del Papa.  E così dopo cinque giorni mi è arrivata la risposta con tanto di stemma pontificio:
“La prefettura della Casa Pontificia si premura confermare la vostra  partecipazione all’ Udienza Generale del Santo Padre
 di Mercoledì 11 settembre p.v. in Vaticano alle ore 10,30”
Credo che sia davvero un’ occasione bella ed importante da non lasciar sfuggire, anche a costo di qualche sacrificio. Cogliamola ed andiamoci in tanti.
Con affetto.  Pace a tutti voi. 

P. Valeriano Montini

PS. 
Sono aperte le iscrizioni in Parrocchia.
Favorite ed incoraggiate la partecipazione dei bambini e dei ragazzi anche accompagnandoli.
 

 

 

Il prezioso stendardo di Sant’Anna di Pontinia

ttendevamo come una sorpresa per la Festa di S. Anna ’13 di poter rivedere esposto in chiesa il “restaurato” “Gagliardetto dell’ Unione delle donne cattoliche di Pontinia”.  Un’icona dell’immediato dopo guerra e del secondo decennio della nostra città. Ma la malattia, non prevista dell’ anziana  monaca di clausura che si è presa davvero a cuore la certosina ricostruzione dei ricami e del fondo di seta quasi totalmente rovinati, ci costringe a rimandare questo atteso ritorno fra noi del simbolo del coraggio e della devozione cristiana delle nostre madri-nonne pioniere, anzi delle nostre coraggiose e forti famiglie.
 
Ecco almeno la cronaca-racconto della visita al “Laboratorio di restauro" : Il prezioso stendardo di Sant'Anna di Teresa M. e Silvana Z.
 

Secondo Pellegrinaggio a Lanciano e Manoppello

Se dovessi, in una sola nota, racchiudere l’abbondanza di stimoli pervenutici sin dalle prime ore del mattino, già sul pullman e lungo tutta la giornata di noi “pellegrini”, come appunto ognuno di noi si “rappresentava”, sceglierei quale segno espressivo ed unificante del nostro “essere pellegrini in cammino”, il vocabolo “parola”, specie quando essa è elargita a piene mani, o meglio, donata..
Ogni parola donata è sempre testimonianza di alterità, viaggio per l’altro e con l’altro.
L’altro è punto di arrivo, e nell’altro la parola donata ne conferma l’autenticità, ne rafforza il valore sprigionando energie e competenze.
Ma allorché la parola donata nasce dal cuore per veicolare la “Parola di Dio”, quella dei Salmi, del Vangelo, ecc., non c’è dubbio ch’essa, autentica e veritiera, oltre che ascoltata, è fatta propria, desiderata e desiderante.
E P. Valeriano in questo è oltremodo un “testimone veritiero”. Un Padre che nel donare la parola, dona se stesso; vive la parola e ne dà testimonianza. In ogni parola vibra l’essenza del suo essere con l’altro: ha forza propulsiva, convincente e partecipata. Direi che siamo stati cullati dalla “Sua Parola”, quella del Signore, immersi nella Parola, spronati dalla Parola.
 
Continua la lettura dell'articolo a cura di Marcello Calisi e Teresa Medici da questo link:  La parola donata
 

Un cuore che vede

File:Samaritan.jpgIl Vangelo di questa domenica si apre con la domanda che un dottore della Legge pone a Gesù: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Sapendolo esperto nelle Sacre Scritture, il Signore invita quell'uomo a dare lui stesso la risposta, che infatti egli formula perfettamente, citando i due comandamenti principali: amare Dio con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le forze, e amare il prossimo come se stessi. Allora il dottore della Legge, quasi per giustificarsi, chiede: "E chi è mio prossimo?". Questa volta, Gesù risponde con la celebre parabola del "buon Samaritano", per indicare che sta a noi farci "prossimo" di chiunque abbia bisogno di aiuto. Il Samaritano, infatti, si fa carico della condizione di uno sconosciuto, che i briganti hanno lasciato mezzo morto lungo la strada; mentre un sacerdote e un levita erano passati oltre, forse pensando che a contatto con il sangue, in base ad un precetto, si sarebbero contaminati. La parabola, pertanto, deve indurci a trasformare la nostra mentalità secondo la logica di Cristo, che è la logica della carità: Dio è amore, e rendergli culto significa servire i fratelli con amore sincero e generoso.
Questo racconto evangelico offre il "criterio di misura", cioè "l'universalità dell'amore che si volge verso il bisognoso incontrato «per caso», chiunque egli sia". Accanto a questa regola universale, vi è anche un'esigenza specificamente ecclesiale: che "nella Chiesa stessa, in quanto famiglia, nessun membro soffra perché nel bisogno". Il programma del cristiano, appreso dall'insegnamento di Gesù, è "un cuore che vede" dove c'è bisogno di amore, e agisce in modo conseguente .(si può riprendere l'insegnamento dell'enciclica Deus Caritas est oppure i richiami preziosi di papa Francesco)
Gesù risponde allo scriba desideroso di sapere chi è il suo prossimo non con una definizione teorica, ma con la parabola del buon Samaritano, che ha tutta la parvenza di un fatto tratto dal vero. Gesù la racconta mentre sta attraversando la Samaria, diretto a Gerusalemme. Continuando il suo cammino, Egli passerà da Gerico. Risalirà quella strada da cui è disceso l'uomo della parabola che cade nelle mani dei briganti.
E' una strada ripida e in mezzo a dirupi e burroni, che sale attraverso l'arido deserto di Giuda, simbolo del cammino tenebroso del male ma anche di quello faticoso della Redenzione. […]

Continua la lettura: buon samaritano

Don Roberto Rossi

In udienza da Papa Francesco

Pellegrinaggio a Lanciano e Manoppello

È sera, ormai. Siamo appena rientrati dal pellegrinaggio in Abruzzo e ci scambiamo velocemente le nostre impressioni: che cosa ti è piaciuto di più del viaggio? La risposta unanime è “Tutto, proprio tutto!”.
Anch’io sono tranquilla e serena, appagata: questo giorno non è trascorso invano.
Siamo partiti all’alba per Lanciano (CH), l’antica Anxanum dei Frentani, per adorare l’Ostia del Miracolo Eucaristico, antico di dodici secoli, per poi raggiungere Manoppello e sostare in contemplazione del Volto Santo.
Il nostro parroco-missionario P. Valeriano Montini, si prodiga affinché questo gruppo di  56 parrocchiani si amalgami e si concentri sul significato spirituale vero, profondo del viaggio. Nessuno di noi è un’isola, una monade, nessuno di noi è qui per caso, egli afferma con forza, ma siamo stati chiamati uno per uno dal Signore per formare una piccola comunità in preghiera, in ascolto di ciò che Lui vorrà suggerirci in questo pellegrinaggio.
Così, il rosario scorre nelle nostre mani, mentre meditiamo le emozionanti riflessioni di “Don” Tonino Bello, il Vescovo di Molfetta, già proclamato Servo di Dio.
“Santa Maria, egli invoca, mettiti affianco a noi; se ci vedi sbandare non aspettare il nostro grido di aiuto. Tu che sei stata ai piedi della croce, ripeti quell’esperienza con noi, sorvegliaci nell’ora suprema e implora la misericordia del tuo Figlio affinché entriamo nel suo regno di luce”.
Anche le litanie lauretane, spiegate approfonditamente dal parroco, rivelano tutta la loro bellezza, che scende in noi come un balsamo.
 A questa meraviglia spirituale corrispondono le meraviglie del paesaggio che scorre sotto i nostri occhi, ben diverso da quello dell’Agro Pontino.
Ammiriamo le montagne, sempre più imponenti, fino alla Maiella, alta quasi il doppio della nostra Semprevisa; la natura è in festa in questo inizio d’estate: le verdi pendici sono fittamente punteggiate da innumerevoli cespugli di ginestre, di un giallo radioso. La preghiera è spontanea: quante sono le tue opere, Signore. Le hai fatte tutte con saggezza; la Terra è piena delle tue creature. Benedici il Signore, anima mia (dal salmo 103).[…]
 
 
Teresa Medici
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