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Due Papi Santi sulle vetrate

Inaugurazione di due nuove vetrate poste alle spalle dell’altare maggiore, dove  sono state inserite le immagini dei due Papi proclamati Santi da Papa Francesco (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II).

Durante la cerimonia presieduta da padre Valeriano, erano presenti il sindaco Eligio Tombolillo, L’ingegner Giuliano Mazzaglia, Claudio Galeazzi e il maestro d’arte Franco Turco.

2 risposte a Due Papi Santi sulle vetrate

  • Claudio Galeazzi scrive:

    a dire il vero c’ero anch’io. Questo è stato il mio intervento
    PONTINIA, CHIESA SANT’ANNA,- INAUGURAZIONE NUOVE VETRATE

    Quando entriamo in un luogo sacro, i nostri occhi cercano la luce.
    Se siamo fortunati, la luce splenderà attraverso una vetrata magica, che ci darà la luce e la bellezza contemporaneamente.

    Vetrate che raccontano storie, ci educano e ci ispirano, oltre a commuoverci.
    Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri, così venivano definiti gli affreschi e le vetrate raffiguranti le storie sacre nelle chiese medioevali, grazie alla loro utilità didascalica, alla possibilità di insegnare le storie di Dio, della Vergine e dei santi ad un popolo fatto soprattutto di analfabeti.
    Infatti, l’immediatezza dell’immagine, dà la possibilità anche a chi non ha studiato di accostarsi alla fede e agli episodi più significativi della Bibbia.

    Soprattutto i cicli pittorici, affrescati in chiese e in cappelle, vennero a costituire quindi, sia un testo figurato per l’educazione religiosa dei fedeli (come “Bibbia dei poveri”) sia come motivo di orgoglio da parte delle famiglie committenti a sottolinearne il potere e il prestigio.

    Ed anche le vetrate artistiche hanno avuto da sempre un funzione rilevante nell’ambito dell’arte sacra.
    Infatti su vetro istoriato troviamo raffigurate schiere di angeli, immagini divine, riproduzioni della vita dei Santi, di Gesù Cristo e della Madonna presenti nelle chiese, cattedrali e altri luoghi religiosi.
    Chi tra noi non ha guardato con stupore alle vetrate delle grandi cattedrali italiane ed europee, coi colori esaltati dalle trasparenze e dai giochi della luce esterna?
    La vetrata è probabilmente l’innovazione più importante di tutta l’arte dal medioevo in poi.
    Non tanto sul piano tecnico, quanto per il modo con cui interviene nella valorizzazione generale della luce: i muri delle chiese si aprono per far entrare immagini fatte di luce, che generano una nuova spiritualità
    Le storie raccontate nelle chiese riguardano di solito la Vergine o il santo cui è dedicata la chiesa, l’ordine dei religiosi che regge la chiesa oppure le famiglie patrone delle cappelle.

    Le vetrate erano parte integrante del rituale religioso, assolvevano a ben precise funzioni didascaliche, proponevano storie che facevano parte di una cultura collettiva, che per secoli informa di sé l’intera civiltà occidentale.
    La stessa estetica della luce non è questione di gusto ma trova precisi riscontri concettuali e legittimazione teologica nelle dottrine neoplatoniche.

    La trasparenza di una figurazione, che gioca con singolare efficacia tanto con la luce naturale fatta protagonista quanto con le inattese possibilità del colore, non ha mancato di toccare alcune delle corde più sensibili della nostra cultura.
    Nelle vetrate si può affrontare il tema della cultura artistica medievale e non solo e della sua geografia, della circolazione dei modelli, della presenza dei cantieri, così come delle tecniche e dei simboli.

    Tutta la simbologia, soprattutto medievale, della luce e le teorie sulla sua origine e sulle sue qualità divine non possono che accrescere il prestigio del vetro, materia che dà luogo ad un’altra materia, la luce, senza farle ostacolo e senza esserne infranto.
    I colori splendenti rendono le vetrate di pregio pari a quello delle pietre preziose, le cui magiche qualità erano celebrate nei “Lapidaria” e fanno della Chiesa l’equivalente terrena della Gerusalemme celeste, dalle mura luminose di gemme

    Sin dal V secolo d.C. (basilica di Maccabei Lione) la vetrata assume una funzione narrativa delle sacre scritture per una popolazione pressoché illetterata.
    La vetrata artistica continua la sua espansione nelle decorazioni di chiese e basiliche in tutto il medioevo dove viene considerata come una vera e propria lettura divina rivolta verso il cielo ossia la divinità.
    Dal XII secolo le dimensioni delle vetrate si ingrandiscono in funzione alla costruzione delle cattedrali europee come le famose vetrate della cattedrale di Chartre 1140.
    In questa epoca le vetrate hanno una totale funzione narrativa e sono composte da una moltitudine di singole immagini che narrano la vita di Cristo di un santo o qualche altra sacra scrittura e attorniate da cornici decorativa.
    Secondo San Bernardo le cattedrali dovevano essere una profusione di colori e di arte.
    Il luogo di culto destinato al popolo doveva infatti essere ricco di bellezza e attrattiva.
    La Cattedrale erano caratterizzate da alte finestre che lasciano passare la luce, filtrandola attraverso la pasta di vetro densa e colorata delle vetrate; vi sono disegnate immagini divine di santi, profeti, simboli e storie delle Sacre Scritture.
    Le vetrate istoriate avevano la funzione di illustrare alla gente semplice e analfabeta, i testi sacri.
    Le vetrate colorate creavano all’interno un’atmosfera calda e radiosa, resa ancora più preziosa dalle decorazioni pittoriche.
    Il tutto diveniva un incendio di colori.

    La luce del resto è un attributo di Dio e a differenza di ogni altra sostanza, è capace, come Dio, di attraversare i corpi.
    La cattedrale doveva essere luminosa e abbagliante come il Paradiso e le sue vetrate dovevano essere ampliate il più possibile.
    Ma le vetrate delle Cattedrali e chiese raccontano e tramandano alle generazioni future la storia, gli avvenimenti e gli uomini che sono stati protagonisti appunto della Storia in un dato momento del tempo che passa.
    L’esempio del valore di questa funzione, lo abbiamo sotto gli occhi con queste nostre vetrate.
    Solo un esempio: Un papa che ha iniziato un Concilio, un papa che l’ho ha portato a termine e un papa che lo ha attuato.
    Tre personaggi, che hanno lasciato un segno non solo nella Storia, ma soprattutto nella Chiesa: San Giovanni XXIII, Beato Paolo VI e San Giovanni Paolo II.

    I nostri figli, come ce lo siamo chiesto noi, ammirando queste vetrate ci domanderanno chi sono i personaggi ivi raffigurati e a loro volta lo racconteranno ai loro figli…
    E così, finché sussisterà questa chiesa con le sue vetrate, lungo gli anni e i secoli si tramanderà e perpetuerà la memoria e la storia nella comunità di Sant’Anna e nella città di Pontinia di generazione in generazione.
    Pontinia, 8 marzo 2015

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