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Dio riempie le reti della nostra vita

Quattro pescatori so­no lanciati in un’av­ventura più grande di loro: pescare per la vita. Pescare produce la mor­te dei pesci. Ma per gli uo­mini non è così: pescare significa «catturare vivi», è il verbo usato nella Bibbia per indicare coloro che in una battaglia sono salvati dalla morte e lasciati in vita (Gs 2,13; 6,25. 2 Sam 8,2). Nella battaglia per la vita l’uomo sarà salvato, protetto dall’a­bisso dove rischia di cadere, portato alla luce.
«Sarai pescatore di uomini»: li raccoglierai da quel fondo dove credono di vivere e non vivono; mostrerai loro che sono fatti per un altro respiro, un altro cielo, un’altra vita! Raccoglierai per la vita.
Gesù sale anche sulla mia barca, non importa se è vuota e l’ho tirata in secco, e dice anche a me: Vuoi mettere a disposizione la tua barca, la barca della tua vita? c’è u­na missione per te. Quella stessa di Pietro, che è per tut­ti, non solo per preti o suore: se pescare non significa da­re la morte, ma portare a vi­vere meglio, con più respiro e luce, portare a galla la per­sona da quel fondo limac­cioso, triste, senza speranza, in cui vive, allora in questa nostra «epoca delle passioni tristi» un grande lavoro è da compiere. Non noi però, ma lo Spirito di Dio.
Sulla tua parola getterò le reti. Che cosa spinge Pietro a fidarsi? Non ci sono discorsi sulla barca, ma sguardi: per Gesù guardare una persona e amarla era la stessa cosa. Pietro in quegli occhi ha vi­sto l’amore per lui. Si è sen­tito amato, sente che la sua vita è al sicuro accanto a Ge­sù, crede nella forza dell’a­more che ha visto, e si fida.
E le reti si riempiono. Simo­ne, davanti a questa potenza e mistero, ha paura: allonta­nati da me, perché sono un peccatore. E Gesù ha una rea­zione bellissima: trasporta Simone su di un piano total­mente diverso. Non si inte­ressa dei suoi peccati; ha u­na sovrana indifferenza per il passato di Simone, pronuncia parole che creano fu­turo: Non temere. Tu sarai pe­scatore, donerai vita.
Mi incantano la delicatezza e la sapienza con le quali il Si­gnore Gesù si rivolge a Si­mone, e in lui a tutti:
lo pregò di scostarsi da riva: Gesù prega Simone, non si impone mai;
non temere: Dio viene co­me coraggio di vita; libera dalla paura, paralisi del cuore;­
tu sarai: Tu donerai vita. Ge­sù intuisce in me fioriture di domani; per lui nessun uo­mo coincide con i suoi fallimenti, bensì con le sue po­tenzialità.
Tre parole con cui Gesù, maestro di umanità, rilancia la vita: delicatezza, coraggio, futuro.
Lasciarono tutto e lo seguiro­no. Senza neppure chiedersi dove li condurrà. Sono i «fu­turi di cuore». Vanno dietro a lui e vanno verso l’uomo, quella doppia direzione che sola conduce al cuore della vita.

P. Ermes Ronchi

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