La manifestazione per tutti!
Documenti di approfondimento:
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“… un aspetto centrale del tema della famiglia è quello del grande dono che Dio ha fatto all’umanità con la creazione dell’uomo e della donna… creò il capolavoro, ossia l’essere umano, che fece a propria immagine: «a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò» (Gen 1,27).
La cultura moderna…ha introdotto molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia.”
Papa Francesco
Filmato di presentazione: Attacco alla famiglia
Per approfondire: Schede GENDER Sintesi – 11 pp – ilfoglio.it_cronache_2015_06_18_20-giugno_GANDOLFINI
Carissimo… ,
È allarme rosso! Chiediamo aiuto per i nostri figli!!! perché né sacerdoti (poca informazione) né comunità ci hanno aiutati e siamo…SOLI , a subire ciò che si sta attuando, con l’ideologia Gender, che sta entrando in modo silenzioso, subdolo, falso ed aberrante in tutti gli ambiti…soprattutto nella scuola! Senza che nessuno o quasi, se ne accorga. Questa, come ben sai, è proprio la caratteristica dei demonio! Purtroppo, già in parecchi plessi scolastici italiani, con l’ alibi della sperimentazione, è iniziato questo progetto, ed ora, nel mese di giugno, si dovranno approvare tutte le attività, che diventeranno attuative, nel prossimo anno scolastico.
La stragrande maggioranza perfino degli insegnanti, tra l’altro, ignora completamente quali siano gli obiettivi del Gender: diseducare, stravolgere, sconvolgere la naturale crescita dei nostri figli, diffamando, denigrando, ridicolizzando e destrutturando la famiglia! per proporre modelli culturali e antropologici, come quelli vissuti da1le unioni di persone dello stesso sesso (gay e lesbiche). “Mai l’omosessualità in più di 2000 anni di storia è divenuta un riferimento da consigliare e ora addirittura da “imporre” alle proprie generazioni“. (dal libro “Gender Diktat”) .
Purtroppo, è proprio la “Presidenza dal Consiglio dei Ministri, Dipartimento delle pari opportunità”, attraverso l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), a tradire i nostri piccoli, perché ha emanato le linee guida e senza interpellare né genitori, né insegnanti, né educatori, né figure che operano in ambito sanitario, ma, affidando il tutto alle organizzazioni “LGBT”, che è un acronimo che significa: Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans-sessuali.
Questo progetto, diviso in fasce di età, prevede:
da 0 a 4 anni
da 4 a 6 anni:
da 6 a 9 anni:
da 9 a 12 anni:
da 12 a 15 anni
da 15 anni
PS. Cosa significa “GENDER” ? Cosa è l’ideologia gender? Viene eliminato il concetto di sessualità biologica, naturale: “maschio o femmina”. Secondo la ideologia gender il maschile e il femminile sono imposizioni culturali della società che non riguardano la natura umana. Ogni individuo nascerebbe “neutro” rispetto ad infinite “identità di gender” che solo lui sceglierà per sé. Per rispettare tutte le “identità di genere” bisogna eliminare nella società ogni riferimento alla complementarietà maschile e femminile, modificando le leggi sulla famiglia e intervenendo sull’educazione dei bambini e dei giovani.
Queste sono le linee guide imposte dall’OMS (– Organizzazione Mondiale della Salute che è dietro a tutto questo anche in tutta Europa -) per l’educazione sessuale dei nostri bambini nelle scuole.
Nella cornice di una cena, la novità di Gesù: Dio non si propone più di governare l’uomo attraverso un codice di leggi esterne, ma di trasformare l’uomo immettendogli la sua stessa vita. La novità di un Dio che non spezza nessuno, spezza se stesso; non chiede sacrifici, sacrifica se stesso; non versa la sua ira, ma versa “sui molti” il proprio sangue, santuario della vita.
In quella sera, cibo vita e festa sono uniti da un legame strettissimo. Spesso trasformiamo l’ultima Cena in un’anticipazione triste della passione che incombe, mentre Gesù fa esattamente il contrario: trasforma la cronaca di una morte annunciata in una festa, una celebrazione della vita. Quella cena prefigura la resurrezione, mostra il modo di agire di Dio: dentro la sofferenza e la morte, Dio suscita vita. E Gesù ha simboli e parole a indicare la sua morte ma soprattutto la sua infinita passione per la vita: questo è il mio corpo, prendete; e intende dire: vivetene!
E mi sorprende ogni volta come una dichiarazione d’amore: “io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell’intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita”.
Qui è il miracolo, il batticuore, lo stupore: Dio in me, il mio cuore lo assorbe, lui assorbe il mio cuore, e diventiamo una cosa sola. Lo dice benissimo Leone Magno: partecipare al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo.
Con il suo corpo Gesù ci consegna la sua storia: mangiatoia, strade, lago, volti, il duro della Croce, il sepolcro vuoto e la vita che fioriva al suo passaggio. Con il suo sangue, ci comunica il rosso della passione, la fedeltà fino all’estremo. Vuole che nelle nostre vene scorra il flusso caldo della sua vita, che nel cuore metta radici il suo coraggio, perché ci incamminiamo a vivere l’esistenza umana come l’ha vissuta lui.
Corpo e sangue, donati: ogni volta che anche noi doniamo qualcosa, si squarciano i cieli. Corpo e sangue, presi: ogni volta che ne prendo e mangio è la mia piccola vita che si squarcia, si trasforma e sconfina per grazia.
Festa della comunione: a riportare nel mondo questa verità, a riscoprire questo immenso vocabolo è stato Gesù. Senso definitivo del nostro andare e lottare, del nostro piangere e costruire, «fine supremo fissato da Cristo stesso a tutta l’umanità è il dono della comunione» (S. Bulgakov). Che si estende ad abbracciare tutto ciò che vive quaggiù sotto il sole, i nostri fratelli minori, le piccole creature, il filo d’erba, l’insetto con il suo misterioso servizio alla vita, in un rapporto non più alterato dal verbo prendere o possedere, ma illuminato dal più generoso dei verbi: donare.
P. Ermes Ronchi