﻿{"id":6433,"date":"2018-07-27T14:39:05","date_gmt":"2018-07-27T12:39:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santannapontinia.it\/?p=6433"},"modified":"2018-07-27T14:39:05","modified_gmt":"2018-07-27T12:39:05","slug":"santanna-26-07-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santannapontinia.it\/parrocchia\/santanna-26-07-2018\/","title":{"rendered":"Sant&#8217;Anna 26\/07\/2018"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color:#FF0000\"><strong>Sant&#039;Anna<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>Nonostante che di s. Anna ci siano poche notizie e per giunta provenienti non da testi ufficiali e canonici, il suo culto &egrave; estremamente diffuso sia in Oriente che in Occidente.<br \/>\n\tQuasi ogni citt&agrave; ha una chiesa a lei dedicata, Caserta la considera sua celeste Patrona, il nome di Anna si ripete nelle intestazioni di strade, rioni di citt&agrave;, cliniche e altri luoghi; alcuni Comuni portano il suo nome.<br \/>\n\tLa madre della Vergine, &egrave; titolare di svariati patronati quasi tutti legati a Maria; poich&eacute; port&ograve; nel suo grembo la speranza del mondo, il suo mantello &egrave; verde, per questo in Bretagna dove le sono devotissimi, &egrave; invocata per la raccolta del fieno; poich&eacute; custod&igrave; Maria come gioiello in uno scrigno, &egrave; patrona di orefici e bottai; protegge i minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti e tornitori.&nbsp;<br \/>\n\tPerch&eacute; insegn&ograve; alla Vergine a pulire la casa, a cucire, tessere, &egrave; patrona dei fabbricanti di scope, dei tessitori, dei sarti, fabbricanti e commercianti di tele per la casa e biancheria.<br \/>\n\t&Egrave; soprattutto patrona delle madri di famiglia, delle vedove, delle partorienti, &egrave; invocata nei parti difficili e contro la sterilit&agrave; coniugale.<br \/>\n\tIl nome di Anna deriva dall&rsquo;ebraico Hannah (grazia) e non &egrave; ricordata nei Vangeli canonici; ne parlano invece i vangeli apocrifi della Nativit&agrave; e dell&rsquo;Infanzia, di cui il pi&ugrave; antico &egrave; il cosiddetto &ldquo;Protovangelo di san Giacomo&rdquo;, scritto non oltre la met&agrave; del II secolo.<br \/>\n\tQuesti scritti bench&eacute; non siano stati accettati formalmente dalla Chiesa e contengono anche delle eresie, hanno in definitiva influito sulla devozione e nella liturgia, perch&eacute; alcune notizie riportate sono ritenute autentiche e in sintonia con la tradizione, come la Presentazione di Maria al tempio e l&rsquo;Assunzione al cielo, come il nome del centurione Longino che colp&igrave; Ges&ugrave; con la lancia, la storia della Veronica, ecc.<br \/>\n\tIl &ldquo;Protovangelo di san Giacomo&rdquo; narra che Gioacchino, sposo di Anna, era un uomo pio e molto ricco e abitava vicino Gerusalemme, nei pressi della fonte Piscina Probatica; un giorno mentre stava portando le sue abbondanti offerte al Tempio come faceva ogni anno, il gran sacerdote Ruben lo ferm&ograve; dicendogli: &ldquo;Tu non hai il diritto di farlo per primo, perch&eacute; non hai generato prole&rdquo;.<br \/>\n\tGioacchino ed Anna erano sposi che si amavano veramente, ma non avevano figli e ormai data l&rsquo;et&agrave; non ne avrebbero pi&ugrave; avuti; secondo la mentalit&agrave; ebraica del tempo, il gran sacerdote scorgeva la maledizione divina su di loro, perci&ograve; erano sterili.<br \/>\n\tL&rsquo;anziano ricco pastore, per l&rsquo;amore che portava alla sua sposa, non voleva trovarsi un&rsquo;altra donna per avere un figlio; pertanto addolorato dalle parole del gran sacerdote si rec&ograve; nell&rsquo;archivio delle dodici trib&ugrave; di Israele per verificare se quel che diceva Ruben fosse vero e una volta constatato che tutti gli uomini pii ed osservanti avevano avuto figli, sconvolto non ebbe il coraggio di tornare a casa e si ritir&ograve; in una sua terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplic&ograve; l&rsquo;aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni.<br \/>\n\tAnche Anna soffriva per questa sterilit&agrave;, a ci&ograve; si aggiunse la sofferenza per questa &lsquo;fuga&rsquo; del marito; quindi si mise in intensa preghiera chiedendo a Dio di esaudire la loro implorazione di avere un figlio.<br \/>\n\tDurante la preghiera le apparve un angelo che le annunci&ograve;: &ldquo;Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parler&agrave; della tua prole in tutto il mondo&rdquo;.<br \/>\n\tCos&igrave; avvenne e dopo alcuni mesi Anna partor&igrave;. Il &ldquo;Protovangelo di san Giacomo&rdquo; conclude: &ldquo;Trascorsi i giorni necessari si purific&ograve;, diede la poppa alla bimba chiamandola Maria, ossia &lsquo;prediletta del Signore&rsquo;&rdquo;.<br \/>\n\tAltri vangeli apocrifi dicono che Anna avrebbe concepito la Vergine Maria in modo miracoloso durante l&rsquo;assenza del marito, ma &egrave; evidente il ricalco di un altro episodio biblico, la cui protagonista porta lo stesso nome di Anna, anch&rsquo;ella sterile e che sar&agrave; prodigiosamente madre di Samuele.<br \/>\n\tGioacchino port&ograve; di nuovo al tempio con la bimba, i suoi doni: dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia.<br \/>\n\tL&rsquo;iconografia orientale mette in risalto rendendolo celebre, l&rsquo;incontro alla porta della citt&agrave;, di Anna e Gioacchino che ritorna dalla montagna, noto come &ldquo;l&rsquo;incontro alla porta aurea&rdquo; di Gerusalemme; aurea perch&eacute; dorata, di cui tuttavia non ci sono notizie storiche.<br \/>\n\tI pii genitori, grati a Dio del dono ricevuto, crebbero con amore la piccola Maria, che a tre anni fu condotta al Tempio di Gerusalemme, per essere consacrata al servizio del tempio stesso, secondo la promessa fatta da entrambi, quando implorarono la grazia di un figlio.<br \/>\n\tDopo i tre anni Gioacchino non compare pi&ugrave; nei testi, mentre invece Anna viene ancora menzionata in altri vangeli apocrifi successivi, che dicono visse fino all&rsquo;et&agrave; di ottanta anni, inoltre si dice che Anna rimasta vedova si spos&ograve; altre due volte, avendo due figli la cui progenie &egrave; considerata, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, come la &ldquo;Santa Parentela&rdquo; di Ges&ugrave;.<br \/>\n\tIl culto di Gioacchino e di Anna si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente (anche a seguito delle numerose reliquie portate dalle Crociate); la prima manifestazione del culto in Oriente, risale al tempo di Giustiniano, che fece costruire nel 550 ca. a Costantinopoli una chiesa in onore di s. Anna.<br \/>\n\tL&rsquo;affermazione del culto in Occidente fu graduale e pi&ugrave; tarda nel tempo, la sua immagine si trova gi&agrave; tra i mosaici dell&rsquo;arco trionfale di S. Maria Maggiore (sec. V) e tra gli affreschi di S. Maria Antiqua (sec. VII); ma il suo culto cominci&ograve; verso il X secolo a Napoli e poi man mano estendendosi in altre localit&agrave;, fino a raggiungere la massima diffusione nel XV secolo, al punto che papa Gregorio XIII (1502-1585), decise nel 1584 di inserire la celebrazione di s. Anna nel Messale Romano, estendendola a tutta la Chiesa; ma il suo culto fu pi&ugrave; intenso nei Paesi dell&rsquo;Europa Settentrionale anche grazie al libro di Giovanni Trithemius &ldquo;Tractatus de laudibus sanctissimae Annae&rdquo; (Magonza, 1494).<br \/>\n\tGioacchino fu lasciato discretamente in disparte per lunghi secoli e poi inserito nelle celebrazioni in data diversa; Anna il 25 luglio dai Greci in Oriente e il 26 luglio dai Latini in Occidente, Gioacchino dal 1584 venne ricordato prima il 20 marzo, poi nel 1788 alla domenica dell&rsquo;ottava dell&rsquo;Assunta, nel 1913 si stabil&igrave; il 16 agosto, fino a ricongiungersi nel nuovo calendario liturgico, alla sua consorte il 26 luglio.<br \/>\n\tArtisti di tutti i tempi hanno raffigurato Anna quasi sempre in gruppo, come Anna, Gioacchino e la piccola Maria oppure seduta su una alta sedia come un&rsquo;antica matrona con Maria bambina accanto, o ancora nella posa &lsquo;trinitaria&rsquo; cio&egrave; con la Madonna e con Ges&ugrave; bambino, cos&igrave; da indicare le tre generazioni presenti.<br \/>\n\tDice Ges&ugrave; nel Vangelo &ldquo;Dai frutti conoscerete la pianta&rdquo; e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.<br \/>\n\tDalla santit&agrave; del frutto, cio&egrave; di Maria, deduciamo la santit&agrave; dei suoi genitori Anna e Gioacchino.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant&#039;Anna Nonostante che di s. 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