﻿{"id":4132,"date":"2016-06-06T11:49:22","date_gmt":"2016-06-06T09:49:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santannapontinia.it\/?p=4132"},"modified":"2016-06-06T11:49:22","modified_gmt":"2016-06-06T09:49:22","slug":"la-vedova-di-nain-e-il-miracolo-che-ci-chiede-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santannapontinia.it\/parrocchia\/la-vedova-di-nain-e-il-miracolo-che-ci-chiede-gesu\/","title":{"rendered":"La vedova di Nain e il &#8216;miracolo&#8217; che ci chiede Ges\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4133\" src=\"http:\/\/www.santannapontinia.it\/parrocchia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/view-300x270.jpg\" alt=\"view\" width=\"300\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.santannapontinia.it\/parrocchia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/view-300x270.jpg 300w, https:\/\/www.santannapontinia.it\/parrocchia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/view.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><strong>La donna di Nain<\/strong> aveva gi\u00e0 pianto la morte del suo uomo. Adesso \u00e8 inghiottita dal dolore pi\u00f9 atroce, quello che non ha neppure un nome per essere detto: due vite, quella del figlio e la sua, precipitate dentro un&#8217;unica bara.<br \/>\nQuante storie cos\u00ec anche oggi. Perch\u00e9 questo accanirsi, questa dismisura del male su spalle fragili? Nella Bibbia cerchi invano una risposta al perch\u00e9 del dolore. Il Vangelo per\u00f2 racconta la prima reazione di Ges\u00f9: egli prova dolore per il dolore dell&#8217;uomo.<br \/>\nE lo esprime con tre verbi: provare compassione, fermarsi, toccare. Ges\u00f9 vede il pianto e si commuove, si lascia ferire dalle ferite di quel cuore. Il mondo \u00e8 un immenso pianto, un fiume di lacrime, ma invisibili a chi ha perduto lo sguardo del cuore. Ges\u00f9 sapeva guardare negli occhi di una persona (donna, non piangere) e scoprire dietro un centimetro quadrato di iride vita e morte, dolore e speranza.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un solo modo per conoscere un uomo, Dio, un paese, un dolore: <strong>fermarsi, inginocchiarsi e guardare da vicino<\/strong>. Guardare gli altri a millimetro di viso, di occhi, di voce, come bambini o come innamorati. Quando ti fermi con qualcuno hai gi\u00e0 fatto molto per la storia del mondo. Nessun segnale ci dice che quella donna fosse pi\u00f9 religiosa di altri. Ci\u00f2 che fa breccia nel cuore di Ges\u00f9 \u00e8 il suo dolore.<br \/>\nQuella donna non prega <strong>Ges\u00f9<\/strong>, non lo chiama, non lo cerca, ma tutto in lei \u00e8 una supplica senza parole, e Dio ascolta l&#8217;eloquenza delle lacrime, <strong>risponde al pianto silenzioso di chi neppure si rivolge a lui<\/strong>. E si fa vicino, vicino come una madre al suo bambino. Ges\u00f9 vede, si ferma e tocca. Ogni volta che Ges\u00f9 si commuove, tocca: il lebbroso, il cieco, la bara del ragazzo di Nain. Toccare \u00e8 parola dura, che ci mette alla prova, perch\u00e9 non \u00e8 spontaneo toccare il contagioso, l&#8217;infettivo, il mendicante, la bara. Non \u00e8 un sentimento \u00e8 una decisione.<br \/>\nSi accosta, tocca, parla: Ragazzo dico a te, alzati. Levati, alzati, sorgi, il verbo usato per la risurrezione.<br \/>\nE lo restitu\u00ec alla madre, restituisce il ragazzo all&#8217;abbraccio, all&#8217;amore, agli affetti che soli ci rendono vivi, alle relazioni d&#8217;amore nelle quali soltanto troviamo la vita.<br \/>\nE tutti glorificavano Dio dicendo: \u00e8 sorto un profeta grande!<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il profeta della compassione, di un Dio che cammina per tutte le Nain del mondo, si avvicina a chi piange,<strong> piange insieme con noi quando il dolore sembra sfondare il cuore.<\/strong><br \/>\nE ci convoca a operare &#8220;miracoli&#8221;, non quello di trasformare una bara in una culla, come a Nain, ma quello di sostare accanto a chi soffre, accanto alle infinite croci del mondo, lasciandosi ferire da ogni ferita, portando il conforto umanissimo e divino della compassione.<br \/>\nFermarsi. <em>Per vedere bene un prato bisogna inginocchiarsi e guardarlo da vicino<\/em> (Ermanno Olmi).<br \/>\nIl tatto \u00e8 tra i cinque sensi quello che apre il Cantico, e lo riempie, \u00e8 un modo di amare, il modo pi\u00f9 intimo, \u00e8 il bacio. Apre una stagione nuova nelle relazioni. Come la notte comincia dalla prima stella, cos\u00ec il mondo nuovo comincia dal primo samaritano buono.<br \/>\nUna donna, una bara, un corteo. Sono gli ingredienti di base del racconto di Nain che mette in scena la normalit\u00e0 della tragedia in cui si recita il dolore pi\u00f9 grande del mondo. Quel buco nero che inghiotte la vita di una madre, di un padre privati di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante della loro stessa vita. Quel freddo improvviso e spaventoso che ti stringe la gola e sai che d&#8217;ora in poi niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima.<br \/>\nGes\u00f9 non sfiora il dolore, penetra dentro il suo abisso insieme a lei.<br \/>\nEntra in citt\u00e0 da forestiero e si rivela prossimo: chi \u00e8 il prossimo? gli avevano chiesto. Chi si avvicina al dolore altrui, se lo carica sulle spalle, cerca di consolarlo, alleviarlo, guarirlo se possibile.<br \/>\nIl Vangelo dice che Ges\u00f9 fu preso da grande compassione per lei. La prima risposta del Signore \u00e8 di provare dolore per il dolore della donna.<\/p>\n<p><strong>P. Ermes Ronchi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna di Nain aveva gi\u00e0 pianto la morte del suo uomo. Adesso \u00e8 inghiottita dal dolore pi\u00f9 atroce, quello che non ha neppure un nome per essere detto: due vite, quella del figlio e la sua, precipitate dentro un&#8217;unica bara. Quante storie cos\u00ec anche oggi. 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